Reference Laboratory Looking Ahead in Pro Audio
Reference Laboratory - JOHN RYAN @ Umbria Jazz 11



John Ryan
*: La mia Umbria Jazz 11

(*) Freelance Sound Engineer / Consultant

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John Ryan - www.johnryan.it Continua la felice collaborazione con l'amico John Ryan (nella foto a destra) che ci ha fatto l'onore di unirsi allo Staff della Reference Lab @ Umbria Jazz 11, negli ultimi 3 giorni di festival. 
Che altro aggiungere? John e Piero Bravin hanno reso il suono dell'Arena Santa Giuliana, indimenticabile!.
John è stato inoltre così gentile da voler condividere questa bella esperienza (umana e professionale) anche con tutti i nostri amici e utenti del web. Ecco le sue... competenti "impressioni".

Note dall' Umbria Jazz 11
by John Ryan

Colgo l’occasione per ringraziare la Reference Laboratory, e soprattutto Angelo Tordini, per avermi dato la possibilità di far parte, anche se per soli tre giorni, della loro collaudata e funzionale squadra tecnica all'Umbria Jazz 11. Li ho raggiunti soltanto negli ultimi tre giorni di festival per dare il cambio all’amico e collega, Piero Bravin (nella foto a sinistra).
Piero Bravin Dunque, riguardo questa bella esperienza, vorrei lasciare qualche pensiero in merito.

Ho raggiunto Perugia, nella mattina del 14 con l’intenzione di dedicare l’intera giornata a fare da “ombra” a Piero. Mi interessava vedere come era stato concepito il progetto audio e come erano stati pre-programmati i diversi cambi palco per i giorni successivi, durante i quali avrei preso io il comando del FOH dell'Arena Santa Giuliana.

Il passaggio di testimone, in questo caso, è stato indolore e senza problemi perché il lavoro che ho trovato era stato organizzato con criterio e logica. Come immaginavo, era stato tutto pianificato al 99%...le differenze minime, che avremmo poi apportato alle channel list compilate da Willy Rossetti e alle memorie della PM5DRH fatte in precedenza da Piero, sarebbero state dovute unicamente agli inevitabili cambiamenti dell’ultimo minuto, voluti dalle singole produzioni e i loro fonici e stage managers. 
Umbria Jazz 11 - FOH facilities for PRINCE concert - click per zoom... E’ risaputo oramai che le comunicazioni da parte delle produzioni non sono sempre precise al 100%, e che adattare le proprie esigenze tecniche a quelle che trovi nei festival, non é sempre facile. Questo è un dato da mettere sempre in conto, come capita spesso durante i festival in cui mi capita di lavorare, anche all’estero, con Nile Rodgers. L’importante è avere volontà e professionalità per interagire con la crew ospite, in piena calma e consapevolezza, perchè alcune volte le produzioni e i loro artisti non sono soddisfatti del risultato tecnico che si ottiene durante un festival. 
Dunque  buona parte del nostro lavoro deve essere quello di fare in modo che gli artisti e le produzioni restino soddisfatti e riportino, dopo lo show, un buon ricordo del servizio reso. In poche parole, ci vuole un grosso lavoro di squadra. 

Posso dire, in piena onestà, che tutte le produzioni presenti durante i miei tre giorni, come anche nei giorni precedenti, sono state più che accontentate e che la squadra audio e luci ha fatto il massimo per venire incontro a tutte le esigenze concordate ed anche a quelle non scritte sui rispettivi rider.

Per quanto riguarda il PA Adamson, utilizzato ormai da diversi anni ad Umbria Jazz, la sensazione generale è stata di grande soddisfazione e fiducia, grazie ad un sistema ben progettato da Didier Dal Fitto e allineato con precisione millimetrica da David Dohrmann

Umbria Jazz 11 - main cluster: Adamson Y18 array system (Arena Santa Giuliana) Personalmente, sono rimasto molto colpito dal suono omogeneo su tutta l’area dell’Arena, servita dal main cluster di 12 Adamson Y18 più 2 Adamson Spektrix Wave per parte (downfill), più 4 Spektrix per front fill e 3 Spektrix come out fill per parte. Il tutto, completato da 6 T21 per parte più 4 T21 centrali. Per me la vera novità è stata, non tanto trovare i Sub Adamson T21, quanto avere i sub centrali configurati in cardioide. Era la prima volta che mi capitava e, come atteso, questo non solo ha permesso di attenuare il ritorno delle sub frequenze sul palco, ma ha anche coperto a “tappeto” l’intera zona, compresi la regia FOH e la gradinata a oltre 50 metri, senza lobi o attenuazioni, mantenendo costante l’intera gamma sonora, tra cluster sospesi, downfill e sub in terra. 
In pratica, ciò che si percepiva in regia era uguale a ciò che veniva percepito dalle prime file in poi. Ulteriori commenti positivi sono arrivati anche dai colleghi/amici in visita durante le diverse serate, tra gli altri, Klaus Hausherr e Cecco Penolazzi, che si sono complimentati vivamente sia per il suono e la copertura omogenea, che per il lavoro di alcuni tra i fonici personali dell'artista che si esibiva. E’ capitato, durante qualche esibizione, che il mix non incontrasse i gusti di qualcuno tra il pubblico, forse per la troppa pressione sonora generale o per un mix a volte confuso, ma, nonostante ciò, la sensazione di questi amici professionisti è stata la conferma che il PA ha risposto sempre ottimamente alle aspettative.

Dalla mia postazione, il FOH, ho avuto il piacere raccogliere i complimenti da parte dei fonici e la crew dell'artista sul palco, proprio riguardo al settaggio fatto durante l’allestimento. Dare a possibilità di utilizzare un sistema allineato e “puntato” in maniera precisa, mette questi professionisti in una condizione di lavoro molto comoda, potendo ritrovare subito il giusto balance e le sonorità specifiche degli artisti con i quali lavorano anche senza una profonda conoscenza del PA. Chi invece aveva già avuto la possibilità di lavorare su di un Adamson, mi ha confessato di non lo averlo mai sentito “suonare” cosi’ bene.

In conclusione, sono pienamente soddisfatto del risultato e onorato di avere giocato, anche se per poco, in questa squadra, con professionisti seri e preparati e con una organizzazione tecnica che non ha mostrato falle in nessuno dei settori: dallo Stage Management agli assistenti audio – e con un  plauso al team luci di Ettore Dell’Orti della Event, sempre precisi ed illuminanti. Questo risultato è sicuramente dovuto all’ormai solido rapporto venticinquennale di Umbria Jazz e del suo direttore artistico, Carlo Pagnotta, che lo ho fortemente ricercato e conservato, con Reference Laboratory come partner tecnico e fornitore dei materiali audio. Nello specifico, l'impianto Adamson, i microfoni Audix (vedi box), oltre all’intero sistema di cablaggio Reference cable, prodotto dalla stessa Reference Laboratory, accuratamente scelto a seconda dello strumento musicale o trasporto segnale da utilizzare. Dalla sorgente microfonica e/o diretta, fino all’ultimo ponticello tra un diffusore e l’altro, tutto il materiale cavi selezionato dallo staff tecnico Reference Lab ha dato la possibilità di mantenere la consistenza e qualità dei segnali, con dimostrata e palesata soddisfazione anche da parte del cast artistico di grandi star e le crew internazionali presenti in questa edizione. 
L'apprezzamento del pubblico, sempre numeroso, e della stampa presente hanno contribuito a rendere questo evento indimenticabile.

John Ryan

Leggi l'articolo di John Ryan sull'Audix D6...Altri report da John Ryan:
Vi presento il mio Audix D6

 
John Ryan and his Audix D6 - zoom su Flickr...

John Ryan sul web:

Sito ufficiale: www.johnryan.it

altri link utili:

http://www.adamsonsystems.com/

http://www.audixusa.com





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