Reference Laboratory Looking Ahead in Pro Audio
Reference Laboratory - JOHN RAYN e l'AUDIX D6

AUDIX D6 - read the official sheet...Vi presento il mio AUDIX D6

by JOHN RYAN


Come stampato sulla confezione, l’Audix D6 è un microfono Sub-Dinamico, decisamente progettato per la ripresa di sorgenti con basse frequenze e strumenti a percussione. Ancora oggi, io lo scelgo tra i molti microfoni per la cassa della batteria e per questo motivo ho deciso di avere il mio D6 personale, da portare ovunque io vada. Con piacere intendo qui scambiare, con fonici e batteristi con la passione dell’audio, le mie impressioni a proposito di questo grande prodotto.

Ho provato, per la prima volta l’Audix D6, nel 2004, durante uno dei miei lavori più degni di sfida, mixando FOH per un festival itinerante che vedeva 16 band dal vivo ogni pomeriggio, per tre giorni a settimana, per tre mesi, in undici città principali Italiane, per poi finire ogni serata con John Ryan con Nile Rodgers! Leggi il quote di Nile nelle news... uno o due headliners (Nile Rodgers [nella foto] & The Chic Organization, Kool & The Gang, Kid Creole & The Coconuts, KC & The Sunshine Band... per menzionarne alcuni). 
Lo scopo principale della squadra audio era di trattare ogni band con la stessa attenzione. Toni Soddu, il nostro Stage Manager (famoso per la perfetta gestione di simili battaglie), aveva configurato due sezioni ritmiche gemelle sul palco, con tutto perfettamente a doppio, come se fossero stati due palcoscenici separati. Marco Dellatorre (monitors) ed io (FOH), avevamo entrambi i nostri Yamaha PM1D con 96 canali configurati in modo da dedicare 40 canali per ognuno dei setup (palco A & palco B), permettendo il controllo di tutti gli input, output ed effetti su un layer completo per ogni band, più segnali da e verso l’unità mobile A/V e sufficienti microfoni di servizio per i presentatori e gli ospiti. 
Alle 16 band veniva permesso solamente un line check mentre l’altra suonava dal vivo (palco A suonava dal vivo mentre palco B effettuava il line check, etc). A questo punto, integrità e consistenza erano le prime cose che volevamo ottenere. Ogni band avrebbe suonato solamente un brano e io volevo che ogni band avesse il suono giusto sin dalle prime battute, quindi doveva essere giusto dall’inizio. 
La mia scelta di usare una vasta gamma di microfoni Audix, insieme ad alcuni marchi e modelli intramontabili, risultò essere vincente. Di questo ringrazio ancora Pasquale Lombardi della Lombardi Service di Termoli, che ci ha fornito un grosso quantitativo di microfoni Audix, allora ancora un prodotto non molto conosciuto in Italia. 
Poco prima di iniziare questo tour, fui introdotto all’Audix D6 dall’amico Angelo Tordini, CEO della Reference Laboratory e distributore Audix in Italia. Il risultato della prova di questo microfono a capsula larga sulla cassa della batteria mi sorprese positivamente, a dire poco. Avevo già usato alcuni microfoni Audix, ma mancava un prodotto che sarebbe stato giusto per la cassa. Il D4 può andare bene a volte, ma richiede qualche manovra di troppo con l’equalizzatore e l’aggiunta di un generosità sulla parte bassa. 

John Ryan and his Audix D6 Il D6 è stato concepito per rispondere esattamente come vi aspettereste da un prodotto specifico sulla cassa. L’effetto di prossimità è ottimo, evidenziando sempre la parte bassa, anche quando la distanza del microfono dalla sorgente varia. Il controllo di feedback è ottimo anche se siamo costretti a volte ad aumentare il guadagno del preamplificatore per compensare alla distanza dalla sorgente, ma questa è una caratteristica comune a tutti i microfoni Audix, grazie alla capsula con tecnologia VLM. 
Potreste dire che il D6 ha un EQ al suo interno, tarato per catturare la cassa. La lieve esaltazione del range tra i 35-80Hz, l’attenuazione minima dei medio bassi (per eliminare le risonanze) e l’esaltazione delle frequenze al di sopra dei 1KHz, danno a questo microfono ciò di cui la cassa ha bisogno, mantenendo la definizione delle medio alte. La sua caratteristica polare cardioide respinge ottimamente i segnali fuori asse. La prova di tutto questo si può ottenere semplicemente piazzando il D6 nel foro della cassa, ascoltando il suo suono senza EQ (dentro o fuori è solo questione i gusto personale). Io preferisco, nella maggior parte dei casi, all’interno della cassa, con l’XLR fuori dal foro e con la capsula pochi gradi fuori asse rispetto alla pelle battente. Questo mi dà un ottimo attacco e sufficiente aria intorno alla capsula per darmi le basse che mi servono. 
Con un D6 sulla cassa, riesco ad ottenere il suono precedentemente trovato usando la tecnica della doppia microfonazione. Su un kit da jazz, dove spesso non c’è foro, mi piace posizionarlo leggermente fuori centro, parallelo alla pelle anteriore e a circa 10 cm. La naturalezza del suono, sempre che la pelle della cassa sia accordata in maniera appropriata, è impressionante. Comunque, come in tutti i casi microfonici, il segreto è nello sperimentare. Non esiste un unica regola su come o dove posizionare i microfoni sulle sorgenti, ma il piazzamento ottimale generalmente riduce la troppa equalizzazione. Io sono sempre dell’idea che in un sistema ben tarato (impianto audio), se c’è troppo da equalizzare sulle sorgenti, il problema resta nell’accoppiata tra la qualità della sorgente e il microfono che si utilizza. 

Ricordate, i microfoni non fanno miracoli, ma ci aiutano a farli...a volte. Inoltre, ricordiamoci che una sorgente bene accordata è di fondamentale importanza e dovrebbe essere la prima cosa cui ascoltare. Uno strumento accordato male, armonico o percussivo, non avrà mai il suono giusto, anche con piazzamenti microfonici scrupolosi. Se le pelli della batteria sono accordate a puntino, semplici tecniche di posizionamento dei microfoni vi daranno maggiore soddisfazione. la cosa migliore del D6 e che probabilmente non toccherete mai l’EQ...io non lo tocco mai. Inoltre, il D6 (e anche gli altri microfoni) cablato con un cavo Reference RMC01, vi farà comprendere anche quanto avete segnale avete perso in tutti questi anni.



JOHN RYAN è Tour Production Manager e FOH Engineer per Nile Rodgers & Chic

WORLD 2013 TOUR




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